Giornata iniziata presto e di corsa, un fugace pausa pranzo, un pomeriggio in macchina e alle 20,00 finalmente a casa!

Tempo di una cena degna di questo nome? Non ancora, prima lasciate libero il bagno!

È quello che accade quotidianamente alla maggior parte delle persone: si corre dalla mattina alla sera ma quando si rientra si cerca relax e benessere…in bagno.

Perché? Perché questa stanza della casa, negli ultimi tempi è diventata uno degli ambienti più intimi e curati nell’arredamento: dalla rubinetteria agli accessori passando per docce e vasche.

Ecco, questo per molti è il grande dilemma: faccio una doccia o faccio un bagno?

Diciamo che, in linea di massima, una doccia rigenera, dà vigore e nuova linfa; magari se dopo cena è prevista un’uscita, meglio optare per questa soluzione. Al contrario un bagno evoca relax, calore, calma; insomma usciti dalla vasca pigiama, patatine e tv.

Nel far visitare il nostro showroom ad alcuni clienti, ci venne in mente una domanda: “Ma da quanto tempo nella civiltà umana esistono vasche e docce?”.

Siamo andati a curiosare e ora condividiamo con te quello che abbiamo scoperto…

Il concetto di doccia in quanto “strumento che permette all’acqua di scivolare sopra la persona, stando questa in piedi e senza produrre accumulo d’acqua” sembra essere noto sin dai tempi di Greci ed Egiziani anche se le prime vere testimonianze risalgono al XIX secolo (Wikipedia).

Il primo a creare una doccia fu  Merry Delabost, medico della prigione Bonne-Nouvelle di Rouen che, nel 1872,  decise di realizzare simili servizi al fine di garantire un’igiene migliore ai prigionieri. Erano docce collettive, anche se il flusso d’acqua era individuale. Nel 1879 poi, l’esercito prussiano la rese obbligatoria per i soldati installando docce comuni nelle baracche.

L’uso e soprattutto l’estetica della doccia, ha avuto una notevole evoluzione nel corso dei secoli: si è passati da un vano ricavato in ogni luogo, a dei veri e propri box doccia “struttura che chiude e protegge completamente il vano doccia e la piattaforma nella quale cade l’acqua, evitando fuoriuscite e, ove necessario, proteggendo dalla vista attraverso la parziale o totale opacità delle pareti. Il box doccia può essere montato in un angolo del locale, o in una nicchia, a parete, oppure libero, in ambienti di grandi dimensioni. La cabina, solitamente, è realizzata da paratie planari o curve, in polimetilmetacrilato traslucido o in vetro temperato o stratificato che circondano i lati liberi del vano doccia. L’utilizzo di vetri di sicurezza impedisce la formazione di pericolose lastre di vetro in caso di rottura accidentale. Le paratie sono montate su un telaio, con antine apribili o pareti parzialmente scorrevoli, realizzato in materiali resistenti alla corrosione, come plastica, acciaio, o alluminio anodizzato.”

Così come cambiamenti significativi hanno riguardato il soffione: dall’utilizzo del silicone per evitare la formazione del calcare nei forellini, al miscelatore monocomando per giungere alla doccia emozionale che prevede l’utilizzo di colori e suoni in una combinazione tale da garantire benessere e relax sia fisico che mentale.

Perché scegliere di fare una doccia?

  • consumo ridotto di acqua, circa 10-20 litri al minuto per la doccia, più di 150 litri per il bagno;
  • facilità di accesso rispetto alla vasca da bagno (anche per persone disabili, con appositi accorgimenti);
  • maggiore igiene, derivante dal contatto con acqua corrente anziché ferma;
  • minore durata;
  • spazi ottimizzati rispetto alla vasca.

Per quanto riguarda la vasca da bagno, “greci e i romani nell’antichità utilizzavano già delle vasche da bagno in pietra o in metallo. Il loro peso variava da 25 kg per quelle in zinco a 130 per quelle in ghisa smaltata.” (Wikipedia)

Una storia che risale a 4 millenni fa e che, nel Medioevo, vede aggiungersi la vasca in legno (ancora usata in Asia) e, nei casi di cure termali, le vasche erano usate per terapie individuali a immersione. Attualmente le vasche vengono prodotte “in ghisa, acciaio smaltato e in plastica (polimetilmetacrilato) accoppiato a vetroresina, corian.”

Da lì l’evoluzione fu rapida e costante fino ad arrivare alla creazione della vasca idromassaggio il cui inventore ha un cognome ben preciso…

…Si chiamava Jacuzzi. Erano friulani emigrati in California che, in realtà si dedicavano ad altro nella loro azienda di famiglia: la specialità era infatti la progettazione di pompe, eliche e aeroplani. Tutto cambia nel 1956 quando uno dei figli del signor Jacuzzi inizia a soffrire di artrosi reumatoide; in quella circostante il capo famiglia inventò “un’apparecchiatura terapeutica. Si trattava di una vasca da bagno unita al meccanismo di una pompa in modo da produrre bollicine massaggianti che potevano dare sollievo ai problemi del ragazzo. L’invenzione rimase in casa fino al 1968, quando Roy Jacuzzi ne intuì le potenzialità e iniziò a pensare che potesse essere prodotta in serie ed avere un mercato.” (museodelrubinetto.it)

In realtà queta

QuaQuante sono le tipologie? Generalmente due e dipende dalla scelta della persona:

  1. seduto, con sedile o meno, forme circolari e profonde, più comuni nei paesi dell’Est;
  2. sdraiato, forme allungate e meno profonde, più comuni in Occidente.

Perché scegliere la vasca e non la doccia?

  • Più relax e comfort: permette di sdraiarsi per un bel bagno caldo;
  • Idromassaggio che bellezza: coccole tutte le parti del corpo distendendo muscoli e nervi;
  • A tutte forme: rettangolari, rotonde, ovali o quadrangolari; si adattano perfettamente ai propri gusti e alla struttura del bagno.

Ti senti più confuso di prima?

Vuoi vedere di persona prima di decidere?

Questa è un’ottima domanda!

Noi ti rispondiamo: vieni a trovarci in giro per l’Abruzzo e non solo! Siamo a Vasto, a Termoli, a Pescara, a Lanciano e a Piazzano di Atessa.

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