L’inverno è passato? Beh, in termini astronomici sì ma…in pratica pare che fino a Pasqua l’incertezza comanda…

Quindi meglio non scoprirsi troppo, meglio non aprire troppo le finestre, meglio non togliere i piumoni e meglio non spegnere i termosifoni!

Specie la sera un po’ di caldo calore fa ancora piacere così come poggiare i piedi per terra e sentire il tepore.

Non è possibile? Certo che sì! Se installi un impianto radiante (o riscaldamento a terra), potrai sentire il calore venir su dalle mattonelle.

Ti abbiamo così introdotto il tema di oggi: il riscaldamento a pavimento.

Un impianto che prevede l’installazione di pannelli radianti cioè sistemi di riscaldamento che utilizzano il calore proveniente da tubazioni collocate dietro le superfici dell’ambiente da riscaldare.

Si suddividono generalmente in tre categorie:

  • Pannelli radianti a pavimento: sono i più usati e consiste nell’inserire sopra la soletta portante, un materiale isolante, per poi mettere le tubazioni che in seguito verranno coperte da materiale di vario genere;
  • Pannelli radianti a parete (o con listello radiante a battiscopa): in base al tipo di supporto delle serpentine, si possono posare su un cartongesso oppure con lo stesso materiale di quelli dell’impianto di riscaldamento a pavimento;
  • Pannelli radianti a soffitto: hanno bisogno di controsoffitto per la messa in opera, ma il costo è minore, dato che non serve rifare ex novo la pavimentazione. Essi sono realizzati con moduli preassemblati che si installano in aderenza al plafone o al controsoffitto.

Se stai pensando di ristrutturare l’impianto idraulico della tua casa oppure devi fare dei lavori importanti a casa nuova, ti consigliamo questa opzione; è la migliore in termini sia di ecosostenibilità sia di calore.

L’unica nota stonata probabilmente sta nei prezzi: varia tra i 70 e 110 €/mq. Per determinarlo comunque bisogna comprendere di alcuni fattori come:

  • la progettazione (è importante farsi assistere da un architetto competente),
  • la realizzazione, il materiale,
  • la caldaia a condensazione.

Molto dipende anche dalle caratteristiche dell’abitazione, se è un restauro o una nuova costruzione, dalla località, dall’altezza degli ambienti.

Per il resto la scelta di un impianto radiante può darti solo effetti positivi di ecostenibilità: lavorando a temperature basse, il calore si irradia in modo omogeneo in tutti gli ambienti e la diffusione dello stesso arriva ad altezza uomo.

Al contrario dei classici termosifoni dove il calore tende verso l’alto.

Il sito pavimentisulweb.it spiega bene questo passaggio:

“La presenza di aria uniforme della stessa temperatura limita la nascita della polvere che nei riscaldamenti tradizionale è onnipresente. I radiatori tradizionali sono scaldati da acqua calda la cui temperatura si aggira attorno ai 70/80°C e che circola dal basso verso l’alto. Questo movimento sposta tutto il pulviscolo circostante facendolo rimanere in circolo così che viene respirato in continuazione. Sono soggetti a tale spostamento anche i batteri e altre sostanze che non giovano alla salute e che sono le principali fonti delle allergie più comuni. Il pavimento radiante invece lavora ad una temperatura massima di 37°C (normativa europea 1264 / 1-2-3-4- ) superata questa soglia il calore potrebbe creare problemi a livelli di circolazione.”

Ti ricordiamo che, con l’installazione di un impianto radiante avrai la possibilità di godere degli incentivi fiscali confermati anche per il 2019.

Attenzione però, le nuove disposizioni di legge affermano che “la detrazione al 65% si applica solo se la sostituzione del pavimento rappresenta in questo caso un’opera complementare a quelle principali di realizzazione dell’impianto di riscaldamento.” (casaeclima.com)

Come funziona un impianto radiante? Il tutto prende avvio da una serpentina di tubi in cui scorre acqua ad una temperatura di circa 30°-40° (i termosifoni normali hanno una temperatura di 70°-80°) Questi tubi sono collegati alla caldaia che riscalda il fluido.

Il solaio nella parte più interna, a contatto con la struttura alloggia un isolante che non permette il passaggio del calore verso il piano inferiore ma solo verso l’ambiente da riscaldare.

Il processo di installazione, a sua volta, deve rispettare i seguenti passaggi:

  • solaio strutturale: se il lavoro viene fatto su un solaio esistente, le operazioni per il montaggio dell’impianto cominceranno con la demolizione di parte del massetto e dell’eventuale isolante fino ad arrivare alla parte strutturale;
  • isolante: di solito è di polistirolo liscio o sagomato; è la seconda soluzione è la migliore perchè i tubi dove passerà l’acqua si incastreranno tra le “nocche” permettendo un’installazione più rapida;
  • massetto: in cemento in quanto assorbe il calore portato dai tubi;
  • tubi per il passaggio dell’acqua: le cui caratteristiche essenziali devono essere: durabilità, la resistenza allo schiacciamento, la qualità delle materie prime, la resistenza alla corrosione dell’ossigeno;
  • pavimentazione.

Efficace come soluzione, vero?

Potresti farci un pensierino… Magari con l’arrivo della bella stagione puoi pensare a far un lavoro del genere, ne gioverai il prossimo inverno!
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